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ma non lo rileggerei

Ragionevoli dubbi

scritto da Carofiglio Gianrico
  • Pubblicato nel 2006
  • Edito da Sellerio
  • 299 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 31 maggio 2009

Lʼavvocato Guerrieri è stato appena abbandonato dalla fidanzata, quando viene chiesto di difendere in appello una persona, Paolicelli, già condannata in primo grado per traffico internazionale di stupefacenti.
Dal nome Guerrieri si ricorda che si tratta un ex-picchiatore fascista, che ha partecipato al suo pestaggio negli anni studenteschi.
Per questo motivo è incerto se assumere il caso, ma lʼincontro con la splendida moglie dellʼaccusato e un pò la sensazione che la persona sia innocente, lo spinge a prenderne la difesa.
Inizia la ricerca di prove che possano dimostrare che i trafficanti hanno usato la vettura del Paolicelli a sua insaputa, per il trasporto di stupefacenti.
Nel frattempo Guerrieri ha una relazione con la moglie del Paolicelli e si trova in una situazione ambigua: da un lato avrebbe tutto lʼinteresse a vedere confermata la condanna del Paolicelli così da poter continuare la relazione e vendicarsi del vecchio pestaggio, dallʼaltro lato il dovere professionale e la crescente consapevolezza dellʼinnocenza del suo assistito lo spingono ad impegnarsi sempre più nella raccolta delle prove da portare a difesa.
Si arriva quindi al processo in appello, dove Guerrieri manifesta tutta la sua capacità a condurre lʼinterrogatorio dei veri colpevoli e a dimostrare ai giudici che esiste il ragionevole dubbio dellʼinnocenza di Paolicelli.
Il successo lascia tuttavia Guerrieri di nuovo solo.

Il romanzo si sviluppa nel continuo alternarsi tra la storia poliziesca e le vicende personali del Guerrieri, con riflessioni anche amare sulla povertà esistenziale di una vita condotta tra tribunali, libri e relazioni sentimentali mai concluse con la costruzione di una famiglia.
La parte migliore del libro è costituita dalle scene del processo, dove emerge in modo evidente lʼesperienza dellʼautore, che di professione è un magistrato.
La mancanza di sorprese e i riferimenti un pò ritualistici ai problemi esistenziali e sentimentali del protagonista non aiutano la vivacità del racconto, che diviene, alla fine, scontato.
Il dilemma morale del Guerrieri ( lasciar condannare Paolicelli o difenderlo in modo da provarne lʼinnocenza) è sviluppato in modo superficiale senza che sia chiaro il conflitto interiore del protagonista.

Perché leggerlo ? È piacevole, scritto molto bene e sono interessanti le pagine dedicate al dibattimento presso il tribunale.

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