Gradimento Medio-basso
ma lo rileggerei volentieri

La lanterna di Diogene

scritto da Panzini Alfredo
  • Pubblicato nel 1906
  • Edito da Treves
  • 276 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 27 ottobre 2004

Si tratta di un racconto che si può suddividre in due parti.
Nella prima l’autore narra il suo viaggio in bicicletta da Milano alla costa romagnola, anche se, in realtà, si ferma sui monti modenesi.
Nella seconda parte viene illustrato il soggiorno a Bellaria.
La prima parte è molto bella e vivace.
Si percepisce un senso di evasione, di fuga dalla città e dalla società industriale; il paesaggio, le locande e le persone incontrate vengono descritte con uno stile ironico ma nello stesso tempo affettuoso.
In queste pagine prevale anche un compiacimento letterario, nelle parole e nei riferimenti, che va a scapito della spontaneità della narrazione.
Nella seconda parte si accentua questa caratteristica insieme con un lirismo, che ricerca l’effetto in se stesso ed è comunque ridondante rispetto ai contenuti del racconto.
L’oggetto è infatti la Romagna all’inizio del Novecento con la durezza della sua vita, la sua povertà e miseria.
Molto bello è il viaggio a Comacchio: il difficile percorso in bicicletta, la città alla sera, il pernottamento e così via.
Ha quasi dei connotati veristi la descrizione della famiglia che vive in un capanno sulla spiaggia: il pasto famelico dell’uomo, la curiosità dei bambini e i poveri vestiti della donna.
Il forte connotato di queste pagine si perde però in un moralismo generico e conservatore, quando lo scrittore ricorda che le disgrazie possono essere di tutte le classi sociali: il suo compagno ha una grave malattia che lo costringe a una dieta ferrea!Come scrive l’Enciclopedia Treccani del 1935 (epoca non sospetta sotto il profilo politico), l’opera di Panzini tende, "nonostante le premesse classicistiche e le sue intenzioni di obiettività, di compostezza.
..
, verso la confessione lirica, la notazione impressionistica, il soliloquio interiore variato di cadenze melodiche e di vere e proprie aperture di canto"; tutte caratteristiche che hanno reso insopportabile la lettura di un altro racconto "Viaggio di un povero letterato".

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