Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Harry Potter & the Philosopher's Stone

scritto da Rowling J.K.
  • Pubblicato nel 1997
  • Edito da Bloomsbury
  • 223 pagine
  • Letto in Inglese
  • Finito di leggere il 05 settembre 2016

Harry Potter vive presso gli zii, una prosaica famiglia borghese, la quale odia soprattutto che "si parli di qualcosa che non dovrebbe essere, non importa se sia in un sogno o persino in un cartone animato, (...) potrebbe essere una idea pericolosa".
Come nella favola di Cenerentola Harry è trattato malissimo dagli zii, è oggetto degli scherzi stupidi e brutali del cugino, insomma è una vittima perché rimasto orfano di genitori considerati eccentrici e dei quali è meglio non parlare.
Iniziano ad arrivare strane lettere: invitano Harry ad un college per streghe e stregoni.
Lo zio distrugge la posta, ma essa continua ad arrivare; allora fugge con la famiglia in luoghi irraggiungibili; tutto è inutile, misteriosamente la posta arriva ovunque.
Deve accettare che il nipote sia stato ammesso in una scuola dove si insegna "ciò che non dovrebbe essere"; deve persino accompagnarlo al marciapiede "nove e tre quarti", il binario che non cʼè.
La prima parte del libro è tutta giocata sul paradosso, tra ciò che è reale e ciò che potrebbe essere, che spesso noi vorremmo che fosse e lo viviamo con la fantasia.
È la parte migliore del romanzo.
Da quel momento in poi seguiamo Harry nella sua particolare scuola, dove si insegnano le arti magiche, i segreti delle streghe, dove però operano i meccanismi di ogni collegio: le rivalità, le amicizie, la disciplina e come infrangerla, gli insegnanti severi, quelli indulgenti, i simpatici e gli antipatici.
Il collegio, un tenebroso castello, nasconde un mistero: un cane a tre teste difende una Pietra Filosofale, il possesso della quale dà lʼimmortalità e fornisce poteri tali da conquistare il mondo.
Harry sospetta che un insegnante se ne voglia impossessare per darla a Voldemort, il signore del Male, il cui nome nessuno osa pronunciare, tanta è la paura.
Avventure, pericoli, atti di coraggio mettono a dura prova Harry e il suo gruppo di amici; alla fine ci sarà un colpo di scena, con uno scontro diretto tra Harry e Voldemort.
Come ha fatto il ragazzo a resistere alla forza del male ? "Se cʼè una cosa che Voldemort non può comprendere, è lʼamore.
Non capì che lʼamore, potente quale era quello di tua madre per te, avrebbe lasciato il suo proprio segno", ha dato a Harry una protezione per sempre.
Ed ancora, "soltanto uno che voleva trovare la Pietra, trovarla, ma non usarla, sarebbe stato capace di prenderla".

Lʼautrice mescola abilmente gli elementi magici e quelli avventurosi con un ambiente familiare agli adolescenti, qualʼ è la scuola.
Il ritmo narrativo non è così intenso e sorprendente come ci si aspetterebbe, anche perché si è consapevoli che il pericolo è solo apparente e si risolverà sempre per il meglio.
Il ruolo salvifico del super mago Dumbledore appiattisce lʼautonomia di Harry, aiutato eccessivamente da forze e da personaggi al di sopra di lui.
Il libro non riesce ad essere fino in fondo un romanzo di formazione, in quanto il giovane protagonista non diviene totalmente adulto.
Se si confronta "Harry Potter" con, " Lʼ Isola del Tesoro", colpisce la differenza tra Jim ed Harry: il contesto è sempre eccezionale, ma il primo ne esce uomo, il secondo resta un adolescente, subalterno ai grandi.
Forse per questo che i ragazzi leggono Harry Potter e non il grande libro di Stevenson ? Perché possono illudersi che ci sia qualcuno o qualcosa che li aiuterà sempre nella vita ?

Il pregio principale del romanzo di Rowling è la scrittura: elegante, chiara, efficace, grammaticalmente perfetta.
Il libro potrebbe essere usato tranquillamente per insegnare le forme più difficili della lingua inglese.

Perché leggerlo ? Un bellissimo inglese

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