Sconsiglio vivamente
e non lo rileggerei

Come dio comanda

scritto da Ammaniti Niccolò
  • Pubblicato nel 2006
  • Edito da Mondadori
  • 495 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 22 giugno 2007

Un brutto libro, non certo al livello dei precedenti.
Un gruppo di amici abitano in provincia e ruotano intorno a un ragazzino che vive in un ambiente desolato e squallido.
Il carattere e la storia dei personaggi sono portati sino all’assurdo.
Il padre del ragazzo è un fanatico nazista, con il mito della forza ma in fondo buono e legato profondamente al figlio; un altro amico è un alcolista, appena separatosi dalla moglie, che muore nel tentativo di fare una rapina a una banca; un altro, ancora, è un minorato psichico che in un momento di follia uccide una ragazza per poi uccidersi.
Il tema di fondo del libro è il forte legame tra il padre e il figlio: un affetto che riesce a sopravvivere e a crescere anche in un ambiente squallido e tra personaggi apparentemente dominati da miti assurdi.
Un altro personaggio positivo è costituito da un assistente sociale, che aiuta il ragazzo e trova poi l’amore.
Come ha scritto Francesco Troiano "Ammaniti dipinge, al di là del plot, il ritratto di un paese devastato dalla volgarità e dallʼappiattimento consumistico: gli uomini hanno capelli tinti e le donne occhiali griffati, vanno in vacanza nei villaggi Valtur o al "Coral Bay" di Sharm el Sheikh, prendono i telefonini da "Cellulandia" e fanno acquisti al centro commerciale "Quattro camini".
Intorno, la miseria di chi non ce lʼha fatta, dipinta però senza indulgere a simpatie di maniera: la ferocia, magari non del tutto consapevole, dei poveri, esplode - come già avveniva in "Io non ho paura" - in modi devastanti e imprevedibili, che non lasciano spazio a giustificazioni di sorta".
È una melassa di episodi, di sentimenti e di temi sociali, che scade nel noioso e nello scontato.

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