Gradimento Medio-alto
ma non lo rileggerei

White Fang

scritto da London Jack
  • Pubblicato nel 1906
  • Edito da LumiRead
  • 149 pagine
  • Letto in Inglese
  • Finito di leggere il 01 marzo 2012

Zanna Bianca è il racconto della nascita dellʼamicizia tra il lupo e lʼuomo, ma anche la narrazione di una catarsi, di un passaggio dalla solitudine alla socievolezza.
Il romanzo prende lʼavvio dal conflitto mortale tra le due specie animali.
Due uomini, con i loro cani, sono inseguiti da un branco di lupi, disperatamente alla ricerca del cibo nel freddo inverno del Nord America.
Pazientemente, con unʼazione lucida e spietata, i lupi eliminano progressivamente i diversi componenti del gruppo per dare lʼassalto finale allʼunico sopravvissuto.
In questo momento fatale non cʼè più spazio per lʼarroganza della specie umana, per i suoi contorcimenti intellettuali, per la sua presunta supremazia.
Lʼuomo " lanciava uno sguardo di terrore al cerchio di lupi che si sarebbe disegnato prevedibilmente intorno a lui, e improvvisamente lo colpì la consapevolezza che questo suo meraviglioso corpo, questa carne pulsante, era niente più che carne, ricerca di animali voraci, da essere lacerata e squarciata dalle zanne fameliche( dei lupi) per essere nutrimento per loro, così come il topo e il coniglio erano stati spesso nutrimento per lui".
Al sopraggiungere di alcuni cacciatori, il branco di lupi si dà alla fuga, sciogliendosi.
Una femmina e due maschi si allontano insieme.
È questa la parte più bella del libro, nella quale London descrive efficacemente la natura selvaggia della foresta, la lotta dei due maschi per la femmina, lʼaccoppiamento e la nascita dei cuccioli, la scoperta da parte di questʼultimi del mondo circostante, la fame che distrugge la famiglia, tranne la lupa ed uno dei cuccioli, Zanna Bianca.
La natura è affascinante ma brutale, tra le diverse specie cʼè una lotta senza quartiere per il cibo, nella quale vince il più forte e il più astuto.
La visione competitiva dellʼOttocento, di una borghesia trionfante, emerge nelle pagine di London, insieme con un romanticismo che si alimenta della ricchezza e del mistero dellʼambiente.
La madre di Zanna Bianca è un incrocio tra un lupo ed un cane.
Lʼeredità genetica è per London un imprinting da cui nessun essere può sfuggire, " perché la vita raggiunge il suo culmine quando si realizza al massimo ciò per cui è equipaggiata per fare".
Lʼincontro con una tribù di indiani fa riemergere nella madre di Zanna Bianca la sua natura di " cane", dipendente dallʼuomo.
Il contatto con lʼuomo è per Zanna Bianca una prova estremamente dura, un continuo conflitto tra la sua natura indipendente e la devozione per la forza dellʼuomo, che nella sua psicologia animale è vissuto come un " dio".
Non cʼè affetto verso lʼuomo, cʼè invece in Zanna Bianca timore ed ammirazione.
Insieme con gli uomini ci sono i cani.
Solo contro tutti Zanna Bianca cresce duro, spietato, guerriero: " non imparò mai a giocare con ( i cani), sapeva soltanto come combattere".
Diviene un freddo lottatore, ma anche un animale solitario e triste, perché non ha conosciuto lʼaffetto e il gioco degli altri cuccioli.
Le sue qualità di lottatore gli saranno preziose quando, venduto ad un crudele uomo bianco, viene usato nei combattimenti tra cani, nei quali risulta sempre vincitore.
Zanna Bianca conosce sino in fondo il mondo dellʼodio, da cui sa di potersi difendere solo con la forza e lʼastuzia: non ha amici e non li cerca.
Ed è proprio in occasione di un combattimento che Zanna Bianca, gravemente ferito, viene salvato, curato e custodito da un ricco cacciatore dʼoro.
Da qui in poi la storia diviene banale e scontata.
Pian piano, giorno dopo giorno, Zanna Bianca scopre che è capace di affetto e di devozione verso lʼuomo, non è più solo, è circondato da un ambiente pieno di amore, scopre lʼamicizia e con essa la paternità: " il cucciolo si stravaccò di fronte a lui.
( Zanna Bianca) sollevò le orecchie e lo guardò curiosamente.
Poi i loro nasi si toccarono ed egli sentì la piccola calda lingua del cucciolo sulla mascella.
La lingua di Zanna Bianca venne fuori, egli non capiva perché, e leccò il muso del cucciolo".

Le prime due parti del libro sono splendide e chiare nel loro significato.
Lʼattacco dei lupi contro gli uomini e la descrizione da esperto naturalista della foresta sono una evidente esaltazione della natura selvaggia, della forza indomita degli ambienti dove si combatte ad " armi pari" per sopravvivere e non per divertirsi.
Poi invece subentra la complessità dei rapporti umani: lʼodio, il divertimento sulla pelle degli innocenti ( gli animali), lʼambiguità dellʼaffetto umano, che vuole comunque fedeltà e ubbidienza.
Zanna Bianca è in fondo una vittima dellʼuomo, come lo sono tutti gli animali.
Il suo istinto deve piegarsi alle leggi dellʼuomo e solo nella paternità ritrova il suo destino di lupo.

Sotto il profilo della scrittura, il pregio fondamentale di Jack London è il ritmo narrativo, ricco di azioni pur allʼinterno di una eccezionale compattezza della trama.
Lʼautore non ha bisogno di ampliare il racconto, che invece è un continuo approfondimento dello stesso tema, affidato ad un uso ricco e multiforme di verbi ed aggettivi.

Perché leggerlo ? E un piacere lasciarsi trascinare dallʼamore di London per i lupi e la natura.

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