Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Senso ed altri racconti

scritto da Boito Camillo
  • Pubblicato nel 1876
  • Edito da L'Unità
  • 123 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 18 luglio 2013

Camillo Boito, fratello maggiore del più famoso Arrigo, fu un esperto dʼarte, impegnandosi marginalmente nella letteratura.
Eppure i suoi racconti sono incredibilmente moderni per la freddezza e lʼamoralità con le quali lʼautore affronta lʼegoismo ambiguo e inenarrabile che si nasconde dentro lʼanimo umano.
Nella storia più nota, " Senso", Livia è una donna, dura, superficiale e vanesia, che affida ad uno " scartafaccio" un terribile segreto.
E lo fa con la gioia di " confidarsi unicamente a sé, liberi da scrupoli, da ipocrisie, da reticenze, rispettando nella memoria la verità anche in ciò che le stupide affettazioni sociali rendono più difficile a proclamare, le proprie bassezze !" Ancora molto giovane, ma già sposa di un ricco ed anziano aristocratico, ha come amante un ufficiale austriaco.
Pur riconoscendo che è un uomo dissoluto, cinico e di pressoché nulli principi morali, Livia è travolta dalla passione fisica.
La descrizione dellʼinizio della loro relazione è una lezione di maestria letteraria.
Con poche parole, leggere e velate, lʼautore esprime la profonda sensualità del rapporto tra Livia e il suo amante.
La donna è in una vasca, nuda, sdraiata supina in uno stato di compiacimento della sua bellezza, della " bellezza rosea della pelle", quando, attraverso le ampie aperture che collega la vasca con lʼarea dedicata agli uomini, irrompe lʼamante.
" Non gridai, non ebbi paura.
Mi parve fatto di marmo, tanto era candido e bello; ma il suo ampio torace si agitava per il respiro profondo....
ritto in piedi, mezzo velato dallʼacqua, ancora tremolante, alzò le braccia muscolose e morbide: pareva ringraziare i numi e dicesse: Finalmente ! " Ma lʼuomo si rivela ben presto un furfante, che chiede continuamente quattrini alla ricca contessa, sino al punto di portarle via anche i gioielli per corrompere i medici ed evitare di andare in guerra.
Livia vive a Trento, lʼuomo deve stare a Verona, dove è il corpo militare al quale appartiene.
La lontananza permette allʼuomo di ingannare ancora lʼamante, dichiarandole la sua fedeltà mentre se la spassa con altre donne, approfittando dei soldi della contessa.
Ma lʼamore cieco si può trasformare in un odio crudele.
Livia si accorge del tradimento e per vendetta denunzia lʼamante, che viene fucilato.
Questa infamia peserà per sempre sulla coscienza di Livia o è stata solo la conclusione infelice di un capriccio ? Lʼautore non dà una risposta a questa domanda, non gli interessa esprimere un giudizio morale né tanto meno effettuare unʼanalisi sociale.
In fondo lʼautore è come un pittore che deve rappresentare, con tutti i suoi chiaro scuri, un paesaggio, uno stato dʼanimo, un sistema di personaggi: niente di più.

La trama narrativa è il pregio fondamentale di Boito.
È lineare, semplice, ma ricca di suspense.
Un altro aspetto interessante dello stile dellʼautore consiste nella descrizione dei paesaggi, soprattutto dellʼambiente premontano, che gli doveva essere particolarmente caro.
Cʼè una cura attenta del dettaglio, quasi verista, accompagnata da una trasfigurazione che fa leva sulle immagini e sui colori.
Si prenda ad esempio questo brano, tratto da un racconto minore, " Il demonio muto".
" In mezzo a quelle due chine brulle dʼun colore cupo rossastro si vede quasi orizzontalmente il dorso celestino di un monte lontanissimo.
Le nubi sʼerano squarciate e, sul largo campo azzurro, da quellʼangolo basso saliva saliva una nuvola bianca, illuminata dal sole.
Prima sembrò una corona dʼargento posta sul culmine del monte lontano; poi si espanse, invase una gran parte del cielo.
Pigliò figura di un toro immane, che si avanzasse con la sua testa cornuta...
Poi, in un minuto, il toro mutò apparenza: la testa da grossa che era si allungò, divento il grugno di un porco e la figura, che prima era maestosa, diventò grottesca".

Perché leggerlo ? È piacevole, un intrattenimento non banale.

Altre recensioni che potrebbero interessarti

L'eredità delle dee

Tuckova' Katerina

Oltre Babilonia

Scego Igiaba