Tra i migliori che ho letto!
e lo rileggerei volentieri

Regina di fiori e di perle

scritto da Ghermandi Gabriella
  • Pubblicato nel 2007
  • Edito da Donzelli
  • 264 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 11 maggio 2008

L’io narrante è una bambina, poi adolescente e quindi giovane donna, che racconta come è diventata "cantora" delle vicende del suo popolo (lʼEtiopia) e degli italiani, quando questi ultimi hanno conquistato il suo paese.
L’avvio del libro è il racconto da parte del bisnonno della nascita della nonna della bambina durante la resistenza contro gli italiani e della morte cruenta dei genitori, un uomo italiano e una donna etiope.
Il libro quindi ha come partenza un atto di grande amore, che lega i due popoli, ma emerge sin dall’inizio la crudeltà delle leggi razziali, che impedivano a un italiano di sposare una donna etiope.
Il vecchio si fa promettere dalla bambina che racconterà queste storie cosicchè possa rimanere un ricordo per il futuro.
La bambina diventa un adolescente, dimentica la promessa e decide di andare a studiare in Italia, a Bologna.
Ormai ventitreenne ritorna in Etiopia alla notizia della morte del vecchio, ma giunge troppo tardi per partecipare al lutto collettivo, che tradizionalmente accompagna i funerali di un defunto.
Rimane così sospesa con un dolore interiore, che non riesce a esprimersi, e con un senso di diversità verso gli altri che la percepiscono ormai come una forestiera.
Il trisavolo aveva lasciato come un ultimo desiderio che la ragazza andasse a pregare presso un importante Santuario.
La parte centrale del libro si svolge, quindi, in sei giorni durante i quali la ragazza va al monastero, incontra un anziano eremita e soprattutto, nella sua attesa, ascolta le storie di donne, storie relative all’incontro, tragico e complesso, tra l’Etiopia e l’Italia.
Pian piano la ragazza riesce a elaborare il lutto e a capire che il suo destino è di rispondere a quanto chiedevano i suoi anziani: "sarai la nostra cantora".
Uno dei temi centrali del libro è senza dubbio il colonialismo italiano, le sue crudeltà e aberrazioni: particolarmente tragiche sono le pagine che raccontano del massacro effettuato dagli italiani a seguito dell’attentato a Graziani.
Sarebbe tuttavia riduttivo ricondurre il libro solo a questo tema.
In realtà la struttura narrativa del racconto è molto complessa ed emergono almeno tre tratti distintivi:la coralità, che viene data dalla raccolta di racconti, che costituiscono il cuore del libro.
Poco dice la narratrice di se stessa (anche se è l’io narrante), in quanto ciò che interessa non è né l’introspezione dei sentimenti nè l’angoscia esistenziale, ma il libro vuole essere un punto progressivo di accumulo della storia di due popoli;la ricchezza dei temi, che va dall’elaborazione del lutto, alla perdita delle radici di chi è in bilico tra due culture, della contrapposizione dei valori comunitari rispetto alla solitudine dell’uomo moderno.
In questo senso il vero contesto del racconto è l’Italia, che viene interpretata secondo un angolo di visuale che è quello di chi viene da unʼaltra cultura: emerge un paese al quale sono propri i colori dell’autunno, il grigiore, il soliloquio e l’abbandono, il rimpianto del passato;lo stile narrativo, asciutto, pur nella ricchezza del vocabolario, che si stacca positivamente rispetto alle verbosità di molti scrittori italiani.

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