Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Middlesex

scritto da Eugenides Jeffrey
  • Pubblicato nel 2002
  • Edito da Bloomsbury Publishing plc
  • 529 pagine
  • Letto in Inglese
  • Finito di leggere il 23 luglio 2006

Il libro narra di Callie Stephanides, nato con caratteristiche femminili che si evolvono con l’adolescenza in tratti chiaramente maschili.
L’ambiguità sessuale, che deriva da una caratteristica genetica, determina la vita del protagonista, che non riesce ad accettare se stesso, un maschio con organi sessuali poco sviluppati, se non alla fine del romanzo, che ripercorre le vicende di diverse generazioni della sua famiglia.
Il romanzo si può articolare in tre parti: le vicende dei nonni, che dalla Grecia aggredita dai turchi si trasferirono in America, la storia dei genitori e quindi l’infanzia di Callie, come bambina e ragazza, e infine la scoperta dell’ambiguità sessuale, in realtà sempre sospettata dal protagonista, e quindi la decisione di diventare un maschio e la fuga dalla casa dei genitori.
La parte migliore del romanzo è senza dubbio la prima parte, perché la narrazione perde poi di suggestione e di ritmo per diventare via via sempre più noiosa e scontata.
Il romanzo ha due temi fondamentali: l’ambiguità dell’identità di ciascuno di noi, perché possiamo essere contemporaneamente molti individui e culture nello stesso tempo; l’eredità genetica, nel senso che noi siamo quello che l’evoluzione, anche biologica, della nostra famiglia ha in qualche modo determinato.
L’ambiente, le vicende della vita, le persone che si incontrano sono tutti fattori molto importanti, ma ciò che incide soprattutto è la nostra storia, della quale noi non abbiamo responsabilità e colpa.
In un periodo storico nel quale ogni malattia viene ricondotta ai comportamenti, il libro riporta invece a una visione complessiva delle caratteristiche dell’individuo.
Da questo punto di vista il romanzo appare superficiale nel momento in cui deve descrivere il momento di svolta del protagonista, il quale decide di rifiutare la scelta del medico di forzare la sua natura verso il lato femminile e di scegliere invece la sua nuova vita da maschio.
Che cosa lo trascina in questa direzione? Coma fa ad abbandonare così facilmente un mondo di sentimenti e di comportamenti che aveva dominato la sua infanzia? È sufficiente tagliarsi i capelli? Il romanzo non tratta di tutto questo e sembra prevalere come tema narrativo di fondo la storia della famiglia piuttosto che le vicende e i sentimenti del protagonista.
È forse per questo che sembra più evidente la ricerca di unʼidentità culturale (la matrice greca che si mescola a quella americana) che quella sessuale e individuale, che sembra persino un espediente per rendere più accattivante il romanzo.

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