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Apprezzamento Basso
Da non rileggere

The Yiddish Policemen' s Union

Chabon Michael

Sitka è una remota isola dell' Alaska, dove l'autore immagina che si sia insediata una comunità di ebrei, di lingua Yiddish e proveniente dall'Europa dell'Est. I rapporti con i nativi si sono rivelati difficili tanto da indurre il governo degli Stati Uniti a trasferire gran parte degli ebrei in altri paesi. In una situazione sospesa nell'incertezza, Landsman, ebreo scettico e deluso, è un commissario di polizia, solo, alcolizzato e lasciato dalla moglie, che viene coinvolto nell'omicidio del figlio di un potente capo di una setta ebraica. Malgrado gli ostacoli frapposti dalle stesse autorità di polizia, Landsman persegue in modo testardo la ricerca degli assassini per scoprire che esiste un complotto internazionale per far saltare la grande Moschea di Gerusalemme.

" I tempi sono sempre stati strani per essere un ebreo, così come lo sono sempre stati per una gallina". Questa frase può sintetizzare il libro, il cui motivo fondamentale è l'isolamento della società ebraica, sempre più rinchiusa in visioni escatologiche: la ricerca della terra promessa, l'attesa del Messia, l'attrazione per i simboli magici ed esoterici. Ma in realtà dominano anche il denaro e il potere. L'avvio del romanzo è promettente, in quanto l'autore rende efficacemente la figura del protagonista, il contesto freddo e rigido dell' Alaska, nonché riesce a creare la suspense tipica di un racconto poliziesco. L'importanza nella trama del gioco degli scacchi, la vittima era un grande campione, introduce un elemento stimolante generando aspettative legate, appunto, agli schemi di questa disciplina. Poi il libro scivola nello zibaldone, si affollano gli elementi narrativi più scontati della fiction d'assalto: abbondanza di personaggi, relazioni familiari sempre più complesse, gruppi terroristici, servizi segreti ed infine un improbabile complotto internazionale.

Gli altri motivi del libro sono la lingua Yiddish e l'idea, storicamente perseguita, di una terra promessa, non necessariamente in Palestina, dove si potesse usare l'Yiddish come lingua ufficiale. Ma gli " yids " sono in grado di convivere con gli altri ? A questa domanda Chabon dà una risposta negativa: non esiste una conclusione felice alla diaspora. L'eccezionalità del romanzo, ma anche l'estrema difficoltà della lettura, risiedono nel linguaggio. L'autore travolge l'inglese imponendo una sua lingua, soprattutto nell'uso delle parole. Basti pensare, per esempio, che Chabon usa " shalom " per pistola, ma " shalom" in Yiddish significa pace ( in inglese peace), mentre nello slang viene usato " piece" per pistola. Si tratta di un abile gioco di significati, che richiedono una notevole conoscenza linguistica e molta attenzione da parte del lettore.

Perché non leggerlo ? E' un fumettone, prolisso e prevale nettamente l'intellettualismo dell'autore, oltre ai suoi problemi esistenziali con il popolo ebraico, cui appartiene.


Anno: 2007
Pagine: 411
Editore: Harper Perennial

Letto in inglese
Finito di leggere il 04.09.2010

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