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Da non rileggere

The Great Gatsby

Fitzgerald F. Scott

Accingendomi a leggere questo romanzo la mente è corsa subito ad un altro grande libro: "Reading Lolita in Tehran" di Nafisi Azar. La scrittrice immagina che il "Grande Gatsby" venga sottoposto a processo; è accusato di essere l'espressione emblematica della società borghese, di un mondo vacuo e amorale, nel quale ciò che conta è realizzare sé stessi. Nel corso dell'immaginario dibattimento si capisce come il tema del romanzo di Fitzgerald sia ben altro: parla del fallimento di un sogno. Scrive Nafisi: "sogni.... sono perfetti, ideali, completi in se stessi. Come puoi imporli ad una realtà costantemente in cambiamento, imperfetta ed incompleta. (...) Gatsby voleva realizzare un sogno ripercorrendo il passato, e alla fine scoprì che il passato era morto, il presente una vergogna e non c'era futuro. Ciò non era simile alla nostra rivoluzione, che si era imposta in nome del nostro passato collettivo e aveva distrutto le nostre vite nel nome di un sogno?"Sono considerazioni che ci porterebbero lontano; è meglio affidarsi al racconto. Nella rampante società newyorchese degli anni' 20 compare misteriosamente un giovane: apparentemente ricco, vive in una splendida villa dove offre ricevimenti magnificenti e affollati, la sua conversazione e i suoi modi sono squisiti e formali, tanto che si pensa che abbia studiato ad Oxford. Chi è ? Da dove viene ? Qual'è la fonte di tanto denaro ? Su di lui si diffondono le voci più disparate, le più fantasiose, tutte intrise di un sospettoso fascino per il suo passato. Solo il giovane Nick, il narratore delle vicende del grande Gatsby, si affeziona all'uomo, perché "era uno straordinario dono per la speranza, una prontezza per l'amore, che non avevo mai trovato in nessun'altra persona e probabilmente non troverò mai". Alla conoscenza di Gatsby si arriva con calma, durante un party, che per il complesso degli elementi che lo compongono (ritmo narrativo, dialoghi, situazioni, personaggi) ricorda il volume "I Guermantes" del capolavoro di Proust, "Alla ricerca del tempo perduto"; ma quando d'improvviso incontriamo Gatsby, all'istante svanisce la generale mediocrità. "Sorrise con comprensione. (...) Era uno di quei rari sorrisi che hanno la qualità di eterna rassicurazione. (...) Si confrontava, o sembrava farlo, con l'intero mondo eterno per un istante, e poi si concentrava su di te con una benevolenza irresistibile nei tuoi confronti. Ti capiva come tu volevi essere compreso, credeva in te come tu avresti voluto credere in te stesso." Non è che il vero tema del romanzo sia una grande amicizia, quella tra Nick e Gatsby ? Lentamente la storia si dipana. Gatsby ha avuto una relazione d'amore con Daisy; l'ha lasciata per andare a combattere nella grande guerra, ed anche perché era povero e sapeva di non poter ambire ad una giovane ricca. E' tornato dopo cinque anni, deciso a ritrovare il vecchio amore; è convinto di poterla conquistare di nuovo, anche perché ormai ha i soldi per farlo. "Non c'è quantità di fuoco o di ghiaccio che può sfidare ciò che un uomo ha tenuto nascosto nei misteri del proprio cuore". Le parole di Nick, filtrate dall'affetto e dall'immaginazione, ci conducono all'incontro tra Gatsby e Daisy. "Egli sapeva che quando avesse baciato questa ragazza, e per sempre avesse legato le sue incrollabili visioni al respiro caduco di Daisy, l' anima non avrebbe mai più vacillato come la mente di Dio. Così aspettò, (...) poi la baciò. Al tocco delle sue labbra ella fremette per lui come un fiore e l'unione fu completa. (...) Ricordavo qualcosa, un ritmo elusivo, un frammento di bisbigli, che udii da qualche parte tanto tempo fa. Per un momento una frase cercò di prendere forma e le mie labbra si divisero come quelle di un muto, come se in loro non ci fosse più forza di quella di uno spaventato sospiro d'aria. Ma non fecero nessun suono, e ciò che quasi ricordo era incomunicabile per sempre". Tanto amore romantico non può avere un lieto fine ! Daisy è una ragazza superficiale; dopo aver visitato il vasto guardaroba di Gatsby, comincia a piangere a dirotto: "ci sono camicie così splendide, (...) non ne ho mai viste di così belle prima". Gatsby deve pagare "un alto prezzo per aver vissuto troppo a lungo con un singolo sogno". Viene ucciso nel suo giardino: "un nuovo mondo, materiale senza essere reale, dove poveri fantasmi, respirando sogni come aria, si muovevano senza scopo intorno ... come quelle bianche, fantastiche figure che scivolavano verso di lui attraverso alberi senza forma".

Per comprendere il grande Gatsby bisogna partire dal narratore. Nei suoi "anni più vulnerabili" il giovane Nick ricevette dal padre questo consiglio: "ogni qual volta ti senti di criticare qualcuno, ricordati che non tutti hanno avuto i vantaggi che tu hai avuto". Nick interpretò questa indicazione nel senso di evitare di dare giudizi, di essere solo uno spettatore; ed è invece un giovane passionale, alla ricerca di un ideale; e dunque il grande Gatsby è la personificazione del sogno di un ragazzo, riservato nel carattere, immaginifico nel cuore. Con il grande Gatsby si eleva dalla mediocrità, si impegna fino in fondo in un legame con qualcuno e con qualcosa. Il grande Gatsby è un mito, è il futuro, è ciò che vorremmo essere.

Se il grande Gatsby è frutto dell'immaginazione di Nick, è giusto che la narrazione non sia una cronaca, ma si appoggi ad una scrittura evanescente, irreale, evocativa. La trama è banale, i dialoghi sono eleganti ma spesso scontati, i personaggi sono stereotipi, funzionali solo a mettere in risalto Gatsby. Ed allora perché tanto fascino ? A rapirci nella lettura, a condurci nei misteri del nostro cuore, a farci sognare, sono lo stile narrativo, le parole, la costruzione delle frasi: un capolavoro letterario.

Perché leggerlo ? Splendido !


Anno: 1926
Pagine: 172
Editore: Pinguin

Letto in inglese
Finito di leggere il 27.12.2016

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