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Apprezzamento Basso
Da non rileggere

Oltre il fiume

Moehringer J.R.

Gee's Bend è un braccio di terra, bagnato su tre lati dal fiume Alabama, laddove l'acqua forma una sorta di grande e inarcuato tornante. Per raggiungere la più vicina cittadina i "benders" devono percorrere un tragitto di un ora e mezzo di macchina o di un quarto d'ora di traghetto, se questo non fosse stato abolito negli anni'60 dallo sceriffo della contea, con la seguente ineccepibile motivazione: "non abbiamo chiuso il traghetto perché erano neri, (...) l'abbiamo chiuso perchè se l'erano dimenticati, che erano neri". Gee's Bend è un enclave unico: tutti i residenti discendono dai sedici schiavi che si insediarono in questa striscia di terra nel 1816; l'isolamento geografico e la scarsa attrattività del suolo hanno permesso alla piccola comunità di non essere alterata dai grandi sconvolgimenti sociali e politici che hanno interessato la storia americana: la guerra civile, le segregazioni razziali, la grande depressione, il movimento di liberazione di Martin Luther King. Anche quando quest'ultimo li coinvolse, assumendoli come paradigma dello sfruttamento del popolo afroamericano, i "benders" andarono "oltre il fiume", come li invitò il grande leader nero, combatterono per lui e soffrirono per la sua morte, ma poi tornarono alla loro terra, perché "per una donna di colore, che discende dagli schiavi, (...) il fiume supplica che lo si attraversi, e al tempo stesso sbarra la strada". Ma oggi la piccola comunità, ridotta ormai a qualche centinaio di sopravvissuti, rischia di scomparire. Il progetto di un nuovo traghetto romperà definitivamente l'isolamento. Moehringer coglie abilmente questo momento narrandolo con gli occhi e la mente di una piccola donna di Gee's Bend. "Mary è tutta fatta di cerchi. Il suo corpo è tondo, la sua faccia è tonda, il suo fiume è tondo. Nel mondo di Mary Lee ogni cosa è tonda, perché è soltanto alla fine di qualcosa, di un secolo, di una storia, di una frase, che se ne capisce veramente l'inizio. (...) Ha passato l'intera vita in questo luogo senza tempo. Come ha fatto l'età a scovarla ?" Tramite Mary Lee Moehringer ripercorre la storia di Gee's Bend, intrecciando vicende sociali con episodi della vita della donna. E' una dolce e malinconica narrazione: ci sono momenti di rivolta, c'è tanta sopportazione, ma il tutto è intriso di rassegnata benevolenza; e questo non solo perché Mary Lee "è una persona gentile (... se non posso ridere e scherzare con te, se non posso essere carina e amichevole, meglio che lasciamo stare)", ma perché "una vita fa Mary Lee contava sul fiume per proteggerla da quelli che amichevoli non lo erano affatto. (...) Il suo fiume è un forte Dio bruno, (...) Eterno, Silenzioso, Dà la vita, e la prende senza esitare. E' la forza che ha plasmato il mondo di Mary Lee. (...) Ci sono persone che passano la vita a opporsi a ciò che le limita. Mary Lee ce l'hanno battezzata nell'acqua che la limita. Per lei è un dono, e per ciò che le è dato rende grazie."

Questo lungo racconto riporta alla mente un grande romanzo italiano: Il Mulino del Po. Come nel libro di Riccardo Bacchelli, anche qui si parla degli umili, delle vittime, e lo si fa come lo fece il conservatore e cattolico Bacchelli, con nostalgia, quasi per dire: la vita era migliore allora, quando si era isolati, non si poteva andare a scuola, si era poveri e si subivano le prepotenze dei bianchi, ma almeno si viveva protetti dal grande fiume (qui l'Alabama, là il Po), in una vita tranquilla, senza tempo. Ma la storia avanza, caro Moehringer, e lo sfruttamento dei neri, dei contadini, dei "dannati della terra" non può essere la banale occasione per fare del folclore, per vincere, immeritatamente, un premio Pulitzer con un racconto hollywoodiano.

Perché non leggerlo ? Banale, meglio il Mulino del Po.


Anno: 1999
Pagine: 0
Editore: Piemme Voci

Letto in italiano
Finito di leggere il 18.06.2016

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