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Lo smeraldo

Soldati Mario

L’autore incontra a New York uno strano personaggio, un esperto di pietre o forse un mago, che lo convince ad andare in un paese francese, dove potrà trovare uno smeraldo che gli svelerà il suo futuro. L’autore si convince, in parte incuriosito da quanto gli racconta questo strano personaggio, in parte perché spera di ritrovare un suo antico amore, Mariolina, e di potersi presentare con un gioiello di grande valore. Arrivato nel villaggio francese, va ad alloggiare in un vecchio albergo, dove si addormenta e gli pare di fare uno strano sogno. Vede il paese dove vive, Tellaro, vicino a La Spezia, molto diverso da quanto si ricorda e non riconosce più la gente: "è come se fossero tutti nuovi: degli altri. Ed è come se fossi un altro io stesso". Nel sogno è in realtà un pittore, che si chiama Andrea Tellarini, e vive in una casa isolata con un cane. Una persona che viene a fargli visita gli porta il messaggio che in un villaggio francese (lo stesso dove in realtà alloggia), ha avuto un’eredità e deve quindi andarci. Si rende sempre più conto che vive in uno strano mondo, dove, a seguito della terza guerra mondiale, il globo è diviso in due confederazioni, quella del Nord, dominata dai russi, tecnologica ed efficientista, e quella del Sud, dominata dagli arabi e dai cinesi, levantina e contadina. Entrambe le due confederazioni sono dittature, due stati polizieschi nei quali predominano le forze militari e i servizi segreti. Tra le due confederazioni c’è una Linea, che passa tendenzialmente per la Toscana del Sud e per Roma, che non si può superare perché è inquinata e quindi mortale. Il pittore vive nel Nord in uno stato dittatoriale, dove tutti sono stipendiati dallo Stato, non possono muoversi e non esiste più il cinema. Ottiene il permesso per andare nel villaggio francese, dove riceve in eredità un grande smeraldo, che decide di usare per andare a cercare Mariolina. Essa però vive nel Sud e si deve quindi superare la Linea. Si mette in viaggio insieme con il figlio (nel sogno ha scoperto di avere un figlio). La Linea non è più inquinata e a Roma incontra degli zingari che raccolgono i tesori della città abbandonata e li vendono a un camionista (in realtà una spia), che li porta al Sud, a Napoli. Il pittore riesce ad arrivare a Napoli insieme con il camionista, con il quale è indotto ad avere un rapporto omosessuale. A Napoli incontra nuovamente Mariolina ma scopre anche che lo smeraldo è falso. Il suo progetto di diventare ricco e di riconquistare Mariolina è fallito e anzi viene coinvolto in uno scontro di potere tra gli amici di Mariolina e i nemici di quest’ultima, di cui il camionista è una spia. La stessa Mariolina si rivela una donna avida e assettata di potere. Catturato dai nemici di Mariolina viene condotto a Roma e viene coinvolto in uno scontro di fuoco con gli zingari: il sogno si interrompe improvvisamente in quanto la moglie, chiamata dall’albergatore, lo sveglia. Di fatto non avrebbe dormito e sognato, ma avrebbe scritto il sogno per quindici giorni senza dormire e senza mangiare. Si tratta di un romanzo fantastico, che è tutto giocato sull’espediente del sogno, come occasione per un'esplosione degli incubi, dei desideri e delle paure verso il futuro. "Io, questo sogno, lo stavo costruendo, complicando, imbrogliando, sdoppiando: un sogno capzioso avventuroso fantastico ferico: io, questo sogno, lo stavo sognando solo per toccare un frammento della mia meschina realtà, del mio piccolo io. Chissà, forse non era nemmeno un sogno: ma un delirio pieno di contraddizioni insuperabili e tormentose". Il sogno era comunque la scoperta su una vita bollente. "Nel mio sogno di scoperta non volevo andare oltre. Meglio fermarsi qui, mi dicevo. Meglio svegliarsi in tempo e ridormire, dopo, senza sogni o con blandi sogni che non si ricordano e che non vale la pena di ricordare". Nel romanzo sono presenti diversi temi:un futuro crudele, dominato da dittature militari o banditesche: la tecnologia ha condotto, infine, alla distruzione del sistema politico occidentale e al suo travolgimento in stati non di diritto. Questo sconvolgimento può essere l’inizio di un nuovo rinascimento, proprio perché ha distrutto una cultura che era ormai in disfacimento. Sono interessanti, a questo proposito, le considerazioni sul cinema. "Tutta quella sovrapposizione di tecniche, quell’impasto, quel miscuglio elaborato di recitazione, danza, dramma, scenografie, luci, colori, gemiti: quel colossale imbroglio manieristico, pubblicitario, volgarmente scientifico si è rivelato, oggi, come un prodotto tipico, anzi emblematico ed esclusivo, della defunta società industriale e consumistica". "Se c’è una speranza di pace e di affratellamento col Sud, questa speranza è riposta nel nostro rinato e inconsapevole senso dell’arte";il recupero di un mondo primitivo e semplice, che è quello degli zingari. Non è un caso che essi vivano in una Roma, spettrale eppure viva. "Mi fermavo sul ciglio e guardavo intorno intorno, vicino e lontano, altre valli e altri colli; contemplavo, impaurito e affascinato, quelle orribili alpe dalle pareti tutte sforacchiate, quella strana natura, e quella materia… Erano gusci di vecchie conchiglie, erano occhiaie vuote di teschi, da cui si fosse ritratta per sempre la mollezza, la mobilità, l’intelligenza della vita. Ed a un tratto capii. Erano le cavità dove entrava il desiderio della vita e da cui la vita stessa usciva: morte, però, adesso, morte; immagini materiali di un finale sarcasmo". All’interno di un stile D’annunziano, l’autore riflette sulla trasformazione della vita, che trova nella distruzione della città da parte della natura, nel suo abbandono, gli elementi di partenza per la rinascita. Ma non è la società che la farà rivivere, sarà quella degli uomini semplici, di un popolo, quello degli zingari, che ha rifiutato la società industriale e consumistica;le diverse dimensioni di vita. In realtà l’autore sta vivendo in un’altra dimensione, non tanto in ciò che avrebbe voluto essere, ma nella realtà e nel personaggio, che poteva essere. Esiste la possibilità di un’altra vita? Esistono altri mondi dentro di noi, nei quali gli incubi ma anche le aspirazioni potrebbero essere realizzate? Il sogno dell’autore è la costruzione dell’altro mondo, dell’altra vita che l’autore poteva vivere. Il sogno si è interrotto proprio "per non vedere più, per non sapere quello che c’era in fondo a tutta la mia storia". Per Paolo Pasolini, la scrittura di Soldati "è priva di ogni vischiosità, cioè a tenere attaccato a sé il lettore, a possederlo, ad esercitare su di lui un’inconfessata autorità". Pasolini parla di leggerezza e di continuo rimando a qualcos'altro, a un’alternativa. L’espediente del sogno permette all’autore di giocare senza spiegare: per esempio, che cosa significava lo smeraldo? Che senso aveva tutta la vicenda rispetto all’avvio del racconto? Come ha scritto nella lettera a Soldati l’amico Enzo Giachino, "sono persuaso che lettore più colto e sottile saprebbe svelare il senso celato di tanti episodi, che a me sfugge".

Lo smeraldo - Mario Soldati

Anno: 1974
Pagine: 368
Editore: Mondadori

Letto in italiano
Finito di leggere il 04.09.2008

Commenti

francesco 13-02-2010 00:24

li smeraldo e la pietra piu preziosa al mondo.viene dal brasile, lo smeraldo vive nell' etna
grazie


rpaola palmegiano 23-06-2010 05:26

mi sono divertita


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