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Da non rileggere

La stella dell'Araucania

Salgari Emilio

La stella di Araucania è la giovane Mariquita, " d'una bellezza meravigliosa", che tra i due cugini, Piotre ed Alonzo, ha scelto il secondo, perché più gentile ed elegante dell'altro, rude e burbero. La sorte vuole che Alonzo naufraghi nelle selvagge Terre del Fuoco e solo la nave di Piotre può affrontare il mare nel terribile inverno dello stretto di Magellano. In un drammatico incontro, che si svolge nientedimeno durante la caccia ai condor, Mariquita è costretta ad un patto doloroso: promettere a Piotre di sposarlo se l'uomo mette a disposizione la sua nave e la sua capacità di capitano per andare a salvare Alonzo. La spedizione prende le mosse da un ricatto, quello di Piotre nei confronti della giovane, che vive in un'angoscia profonda, perché la salvezza di Alonzo la costringerà ad un matrimonio non desiderato. I sentimenti cambiano radicalmente quando Mariquita scopre il coraggio e la rettitudine di Piotre: prima nella navigazione in mezzo al mare tempestoso e ad enormi iceberg, poi nello scontro furibondo con gli antropofagi, che abitano la Terra del Fuoco. Come in tutti i libri di Salgari si susseguono i colpi di scena, ma in questo racconto si assiste anche ad un interessante rovesciamento di personalità, emblematico di come la lontananza dalla civiltà sveli il vero carattere dell'uomo. Alonzo è diventato il capo della tribù di antropofagi e accetta che i marinai di Piotre vengano uccisi e mangiati dai selvaggi. Anzi sarebbe disponibile a dare in pasto lo stesso cugino così da liberarsi del rivale. " Io non riconosco più l'Alonzo di un tempo, disse Mariquita, ... si direbbe che al contatto continuo con questi miserabili selvaggi gli si è indurito il cuore ! ... Alonzo, tu mi fai paura ! " . E' evidente che la scelta di Mariquita di rompere il fidanzamento e di sposare Piotre è adesso giustificata anche dall'infamia di Alonzo, il cui destino non può che concludersi con la morte in un drammatico duello con il cugino nelle fredde acque antartiche.

In realtà la figura di Mariquita resta sempre sullo sfondo, trascinata dagli eventi e dal mutare dei sentimenti. Il vero protagonista del romanzo è Piotre, che viene introdotto da Salgari in modo tale da mettere in risalto il conflitto interiore di quest'uomo: " gli occhi color d'acciaio che avevano un certo lampo selvaggio e che tradivano un non so che di ruvidezza, ma anche di tristezza". L'orgoglio lo porterebbe a respingere Mariquita, ma l'amore gli fa accettare di sposarla anche senza essere ricambiato. E sono i pericoli che devono affrontare insieme ( nei quali anche Mariquita dimostra di essere una donna ardita e vigorosa) e i sempre più frequenti contatti fisici, che sciolgono l'animo di Piotre e pongono le basi di un innamoramento, che non è più figlio dell'orgoglio e del rancore. Durante la fuga dagli antropofagi, Salgari scrive alcune frasi che ricordano la sensualità di D'Annunzio: " e si stringeva sempre più al petto Mariquita, con una specie di frenesia, correndo alla disperata ... quando i capelli della giovane araucana, che si erano sciolti in quella pazza corsa, lo sferzavano in viso, o gli attortigliavano attorno al collo, alzava gli occhi e la guardava sorridendo, felice di poter stringere al petto quella donna che tanto aveva amato". D'altra parte " Mariquita, appoggiata sul largo petto del baleniere, colle sue mani strette al poderoso collo di lui, lo guardava con ammirazione".

La narrazione di questo innamoramento, che ha origine nel valore di Piotre e nel suo rinascimento, sarebbe banale e sdolcinata se non fosse inquadrata nella Terra del Fuoco. In questo romanzo l'ambiente non fa da scenario alle avventure, ma irrompe con prepotenza, diventando esso stesso protagonista. Non è solo l'occasione per pagine avvincenti, tra le più belle il passaggio della nave di Piotre tra due giganteschi iceberg che stanno congiungendosi con effetti distruttivi sull'imbarcazione. La descrizione della Terra del Fuoco dà origine ad un racconto fantastico, incredibile, avvincente di un mondo popolato da una moltitudine di uccelli, di pianure erbose, " coperte per la maggior parte di muschio", di grandi boschi e di coste rocciose e inaccessibili. Anche gli abitanti sono mirabolanti, o giganteschi o bassissimi, ma sempre orridi.

Perché leggerlo ? Non so bene perché sia considerato uno dei romanzi minori di Salgari. In realtà si legge di un fiato e si conoscono terre e personaggi sconvolgenti.


Anno: 1906
Pagine: 180
Editore: Fabbri Editori

Letto in italiano
Finito di leggere il 22.04.2012

Commenti

giuseppo 06-05-2015 05:47

il libro sembra avvincente ma non mi va di leggerlo


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