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Da rileggere

Io non ho paura

Ammaniti Niccolò

Il romanzo riprende il tema del libro precedente: lo squallore dell’ambiente e della famiglia a confronto con l’innocenza dell’infanzia. Michele vive in un piccolo borgo e durante un giro con gli amici scopre un bambino che è stato rapito e imprigionato da un gruppo, del quale fa parte anche il padre. Si sviluppa quindi un percorso spirituale e psicologico durante il quale Michele si rende autonomo rispetto ai genitori sino al punto di correre a salvare il bambino rapito, che potrebbe essere ucciso dai rapitori. Riesce a salvarlo ma viene colpito dal padre e "ora c’era di nuovo buio e c’era papà e c’ero io". A differenza di quanto avveniva nel libro precedente, è più evidente la contraddizione tra i sentimenti familiari e di clan (sempre improntati ad affetto e protezione) e l’immoralità del rapimento, che costituisce un atto collettivo, dell’intero paese. È un ragazzo, Michele, che deve rimettere in ordine la scala dei valori, anche a scapito dei legami familiari. È quindi un quadro della società italiana, che travalica il contesto ambientale (il piccolo paese) ma è invece emblematico di un clima più generale. La solarità del paesaggio, la vastità degli orizzonti insieme con la limitatezza degli spazi (splendidamente descritti dall’autore) sono parte integrante della narrazione, esprimendo un contrasto tra un mondo chiuso e desolato e l’aspirazione verso una maggiore libertà e limpidezza di sentimenti e di valori. Rispecchia bene una società, e degli individui, in bilico tra un presente vacuo e un futuro più ricco di contenuti. Lo scrittore ha raggiunto con questo romanzo una maggiore compattezza nello stile e nel ritmo narrativo, che lo rende un libro molto suggestivo oltre che bello da leggere. Si tratta senza dubbio di un romanzo di grande livello narrativo e contenutistico.

Io non ho paura - Niccolò Ammaniti

Anno: 2001
Pagine: 219
Editore: Einaudi

Letto in italiano
Finito di leggere il 25.06.2005

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