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Apprezzamento Basso
Da non rileggere

Il gioco dell'angelo

Zafon Carlo Ruiz

David Martin e' un giovane giornalista,
che comincia a scrivere alcuni racconti a puntate sul suo giornale. Questi racconti hanno un notevole successo e quindi viene stipendiato da un editore per scrivere una serie di romanzi, di un ciclo chiamato La città dei maledetti.
Con i soldi guadagnati prende in affitto una casa misteriosa, da molti anni abbandonata, e posseduta prima da uno strano personaggio Diego Malasca. Nel frattempo si intrecciano diverse vicende: David e' innamorato di Cristina, che lo convince a scrivere un libro, di nascosto, per un ricco amico, che vorrebbe diventare un famoso scrittore. Viene contattato da un editore francese, che si rivelerà poi essere il diavolo o la personificazione del male, che lo convince, per un lauto compenso, ad elaborare una nuova religione. Su richiesta di un amico libraio, assume come assistente una giovane ragazza (Isabella), che vorrebbe diventare una scrittrice. David, pur continuando a scrivere il libro commissionato, avvia un'indagine per capire chi e' l'editore francese e perché vuole elaborare una nuova religione.

Si succedono a questo punto una serie di orrendi omicidi e David viene coinvolto in vicende surreali e inverosimili, tutte, però, caratterizzate dal mistero. Invano Isabella cerca di riportarlo alla realtà, David insegue disperatamente il mistero e con esso l'amore infelice per Cristina. Tutte le persone a lui vicine, amiche e nemiche, muoiono in modo orrendo e misterioso: Cristina, per esempio, diventata pazza, muore affogata in un lago gelato dinanzi agli occhi dell'amico. Dopo una serie di vicende tenebrose e di morti terribili, David riesce a fuggire in un paese straniero e lontano per incontrare un giorno, molti anni dopo, il diavolo, che gli affida Cristina bambina, aprendo in tal modo una prospettiva di futuro. La scena rispecchia fedelmente una fotografia, che David aveva trovato molti anni prima e che riportava il diavolo a passeggio mano nella mano con Cristina bambina. Il mistero domina incontrastato.

Qual'e' il significato di questo libro? Esistono, senza dubbio, molte ipotesi interpretative: la costruzione di una religione di morte che viene tuttavia sconfitta dall'amore, una infelice storia di amore, un "noir" inspiegabile, un labirinto di idee e di situazioni di cui non si capisce il filo conduttore. A me piace pensare che il motivo comune sia costituito dal libro. Sono i libri i veri protagonisti del romanzo e con essi la fantasia e l'immaginazione. All'inizio del romanzo, quando l'autore parla di sé bambino, David ricorda che " dove i miei amici vedevano tracce d'inchiostro su pagine incomprensibili, io vedevo luce, strade, persone. Le parole e il mistero della loro scienza occulta mi affascinavano e mi sembravano una chiave con cui aprire un mondo infinito ". In un altro punto del romanzo, Samperi, il libraio amico, prevede che David diventerà un nuovo Edgar Poe. E sembra proprio essere questo scrittore il punto ispiratore del romanzo. Le vicende narrate sono vere o il frutto dell'immaginazione e della fantasia ? Non sono sempre le Città' dei maledetti a dominare la scena? David potrebbe avere inventato tutto, in una forma di delirio e dentro la casa maledetta, oppure essere lui stesso l'esecutore di tanti delitti ? Da questo punto di vista, trova un senso la figura di Isabella, che costituisce la realtà, la concretezza, la pedanteria in una situazione nella quale la fantasia più sfrenata ha preso il sopravvento. Come dice il diavolo, " Tutto è racconto, narrazione, una sequenza di eventi e personaggi che comunicano un contenuto emotivo".

Un libro complesso, che si rivela, tuttavia, prolisso e sempre alla ricerca di situazioni di effetto, che non riescono a creare,tuttavia, un vera suspense ne' una reale azione. Le vicende si susseguono scontate e in alcuni casi e' evidente il ricorso ad immagini prelevate di petto da immagini letterarie. Secondo me, il romanzo non ha vita, è formale e letterario.


Anno: 2008
Pagine: 676
Editore: Mondadori

Letto in italiano
Finito di leggere il 18.01.2009

Commenti

Daniela 23-05-2009 15:31

Il libro non mi è piaciuto. c'è un continuo scontro fra realtà e rappresentazione, fra desiderio e immaginazione, ed il protagonista si giustifica credendo che la finzione sia talmente evidente da non essere mai realizzabile ed è convinto di assolversi nei buoni propositi della realtà.Nellainutile lungaggine del libro mi è rimasto chiaro che il protagonista ha scritto la base teorica del Nazismo, e ne ha subito le 'prove generali'. Si può vendere l'anima al diavolo per amore? forse, non per la supremazia di una razza e l'olocausto.


benedetta 28-09-2009 08:54

Non sono daccordo con questa recensione che liquida con un semplice "diavolo" la figura di Corelli. A mio avviso più che il diavolo,potrebbe essere anche un angelo buono o cattivo a seconda dei momenti. E se il filo sono i libri secondo me il nodo va cercato nel concetto che i libri rappresentano e catturano l'anima di chi li scrive e li legge, e quindi è per me come se l'anima di David fosse collegata ai libri che aveva scritto. Il libro mi è piaciuto anche se certamente un po confuso in alcuni punti e con molti quesiti inspiegati.


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