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Apprezzamento Medio
Da non rileggere

Il Calcio in giallo

Autori vari

Il libro raccoglie i racconti sul calcio di diversi scrittori di noir, alcuni noti, come Aykol, Giménez-Bartlett, Malvaldi e Manzini, altri meno conosciuti: Gian Mauro Costa, Francesco Recami e Gaetano Savatteri. Le trame, i personaggi e gli stili di scrittura sono differenti; c'è comunque un tratto comune: il calcio, anche quello dilettantistico o praticato nei campionati minori, è sempre una cosa sporca e violenta, che tira fuori il peggio dalle persone. Gli scrittori già famosi sono scontati: gli schemi narrativi sono quelli dei loro romanzi, disgraziatamente compressi all'interno della forma del racconto, per sua natura breve. Interessanti sono i contributi di Costa, Savatteri e Recami; i primi due hanno ambientato le loro storie a Palermo, mentre il contesto del terzo è Milano. Quello di Recami ( "Progresso - Audace 3-2") è il racconto migliore, sul quale vale la pena soffermarsi, per i temi trattati e l'abile narrazione. Siamo in una partita di ragazzi, con i genitori a tifare sugli spalti. Gianmarco ha undici anni, ha i tipici dubbi di un adolescente sul proprio orientamento sessuale, anche perché, gentile, sensibile ed educato, viene beffeggiato dai compagni con epiteti quali "Giorgi gay". E' un bravo giocatore, viene preso di mira da un ragazzo della squadra rivale, aizzato dal padre ( "stroncalo, buttalo giù, finiscilo, ammazzalo.."). L'uomo, "over fifty sovrappeso, immigrato pugliese di terza generazione, abbastanza panzuto", "in piena crisi estetica", insulta la madre di Gianmarco con parole impronunciabili, le tira una sberla e scatena l'ira delle mamme, che lo inseguono per picchiarlo. Si rifugia in un magazzino abbandonato, dove viene catturato da Oleg, un gigante, chiaramente un criminale proveniente da chi sa quale paese dell'Est Europa. E qui la vicenda cambia di segno per il nostro panzuto prepotente: da gradasso diviene un agnellino, così fifone da cagarsi addosso (letteralmente) e da non essere capace di difendere la propria famiglia dalle minacce e dalle violenze di Oleg. Sarà, invece, sua moglie a proteggere i figli e la casa, disponibile a sacrificarsi per questo; ma come ? proprio una donna, appartenente a quel genere, che il panzuto apostrofava abitualmente con termini quali: "troia di merda....". Nel frattempo Gianmarco fa una scoperta incredibile: un giocatore famoso, "uno dei suoi idoli, un duro, uno che si faceva rispettare", aveva dichiarato di essere gay. Come era possibile ? "Non ti devi meravigliare proprio per niente" gli disse il bidello Sciacca dall'alto della sua saggezza, "nel mondo del calcio sono tutti froci. (...) Senza dubbio fu la lezione di educazione sessuale più intensa che Gianmarco aveva mai avuto e avrebbe mai ricevuto in tutta la sua vita. Rifletteva. Eccolo il principio, ecco la verità, ecco perché alla Juventus sono tutti froci, Allora se io sono gay vuol dire che sono più virile della mammolette che vanno con le donne ?" Interviene la bidella. "Che fai Sciacca, racconti le solite storielle sporche ai ragazzi ? Ma che vai dicendo, parlavamo di calcio."

La forma del racconto non si presta al noir: è troppo breve per rendere possibile quello sviluppo e quella suspense che costituiscono il cuore di un giallo. E' come vedere un telefilm della "Signora in giallo": ad un certo punto deve concludersi e quindi la storia precipita in un finale scontato o rimane sospesa, lasciando insoddisfatto il lettore. Di maggior pregio sono le ambientazioni, i personaggi e soprattutto la scrittura: quest'ultima è talvolta una bella sorpresa.

Perché leggerlo ? Si scoprono scrittori meno noti, ma di valore.


Anno: 2016
Pagine: 337
Editore: Sellerio

Letto in italiano
Finito di leggere il 17.04.2017

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