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Da non rileggere

I doni della vita

Némirovsky Irène

La delicata eleganza della scrittura accoglie il lettore sin dalle prime pagine del romanzo: la prosaica e tranquilla vita di una città di provincia, le abitudini quotidiane, i rigidi ruoli sociali, gli amori contrastati, la prevedibile e banale esistenza sono descritte con un tale affettuoso ed ironico dettaglio da desiderare che il racconto continui su questa strada, come se fosse una edizione moderna e ridotta del capolavoro di Marcel Proust (Alla ricerca del tempo perduto), dove realmente nulla accade. Non è così, perché irrompe la guerra ! La storia prende le mosse da uno scandalo: contro la volontà del nonno, potente e ricco industriale, Pierre sposa Agnes, una ragazza senza dote e utili relazioni sociali, della quale è tuttavia profondamente innamorato. La madre di Pierre "pensava confusamente: averlo tanto amato, protetto, preservato da ogni male perché in un attimo mi venga strappato ! Non potrà rimanere a Saint-Elme. Suo nonno non lo permetterà. L'ho perso". Scoppia la prima guerra mondiale e Pierre viene richiamato alle armi. C'è ben altro di cui preoccuparsi. Ci si illude che "una guerra mondiale debba svolgersi quasi senza spargimento di sangue. (...) nessuno Stato vorrà rispondere davanti ai posteri di un simile crimine ! (...) E' impossibile che accada una cosa simile, diceva tra sé e milioni di persone, quella sera, ripetevano le stesse parole. (...) Ma davanti, mio Dio, c'è Pierre, andiamo, c'è Pierre, il mio bambino ! Non è possibile. E' un incubo". (...) E comunque, non le sfuggiva una lacrima. Il suo dolore era troppo strano e troppo forte per consentirle di piangere". Se questi erano i sentimenti contrastanti della madre, gli sposi si erano detti addio con una calma rassegnazione. "Soli, nel silenzio della loro camera, nel calore del loro letto, si erano scambiati, la notte prima, il bacio dell'addio, un bacio muto e profondo, senza lamenti, senza inutili recriminazioni. Ora le loro labbra erano stanche e senza vita". Quando tornano a casa in licenza, i soldati non raccontano ciò che succede realmente al fronte, vorrebbero tener distinte la guerra dalla vita dei propri cari. "Bastiamo noi a soffrire", pensano. Ma non è possibile. Anche Saint- Elme è sovrastata dai bombardamenti, dalle colonne di profughi e di militari in fuga, dall'occupazione tedesca. La popolazione resiste pervicacemente. D'altra parte, "la guerra passerà, noi passeremo, ma ci saranno sempre questi semplici e innocenti piaceri: la freschezza, il sole, una mela rossa, il fuoco acceso d'inverno, una donna, dei bambini, la vita di ogni giorno...il fragore, il frastuono delle guerre finiranno per spegnersi". E' una vana speranza: terminata la prima grande mattanza ne segue un'altra, ancora più terribile. "Si attendeva la guerra come l'uomo attende la morte. Sa di non poterle fuggire; implora solo una proroga". E' la seconda guerra mondiale. Questa volta è Guy, il figlio di Pierre e di Agnes, ad essere richiamato al fronte. Durante una licenza, Rose, la moglie di Guy, gli annunzia di aspettare un figlio: "é orribile questa guerra... No, non ridere. Sono una femmina, sono puerile. Ma che vuoi ? Vedo le cose da donna. (...) Ti ricordi il libro che mi hai fatto leggere, (...) un condottiero fa dell'ironia perché l'uomo che ha mandato a morire ha la moglie che lo aspetta a casa, con la lampada accesa sul tavolo e i fiori sulla tovaglia, e le lenzuola pulite nel letto ? Ma è lei che ha ragione e io, io....(...) Sono molto felice, ripeteva lui senza guardarla, con una strana timidezza, molto, molto felice. (...) Era una sensazione di trionfo. Ah, ti prendi gioco di me, ma anch'io mi prendo gioco di te. (...) Vuoi distruggermi e io vivo ! Vuoi togliermi ogni speranza ? Guarda, mi sposo, amo, godo, ho un figlio ! E più ti accanirai contro di me, più m'impunterò dal canto mio !"

Da molti il romanzo è visto come la storia di una famiglia borghese e di provincia durante le due guerre mondiali. E' un approccio riduttivo ad un libro, che parla di come i sentimenti, quelli veri, resistono ad ogni tempesta e permettono agli uomini di superare qualsiasi disastro. Pierre e Agnes si cercano continuamente, si allontano e si ritrovano; non c'è forse la passione che ci aspetteremmo, c'è invece una grande tenerezza. In conclusione del romanzo Agnes ritrova il marito dopo un lungo e difficile viaggio in mezzo alla guerra. E' vivo, è salvo. "Lei si fermò sulla porta, presa da un tremito tale che non riusciva a proseguire. Lui sembrò intuire la sua presenza. Le andò incontro, Sei tu ? Mio Dio, finalmente sei tu !, disse lui. Li guardavano tutti. Si baciarono di sfuggita, in modo maldestro. Nessun bacio, nessuna stretta riuscivano a esprimere la gioia dei loro cuori".

E' una storia borghese ? Forse, ma esprime la forza che permette di sopravvivere e di ricostruire dopo i più terribili disastri. E' come una donna, con la sua sensibilità e dolcezza, vede una delle più assurde follie dell'uomo: la guerra. Si può parlare di morte senza esserne affascinati: una lezione per il nostro tempo, percorso da tanta violenza, reale e narrata.

Perché leggerlo ? E' un capolavoro, per la sua splendida scrittura.


Anno: 1947
Pagine: 0
Editore: Fermento

Letto in italiano
Finito di leggere il 13.05.2018

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