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Da non rileggere

Between the assassinations

Adiga Aravind

Il libro è una raccolta di racconti ambientati in una città dell'India Sud Occidentale, Kittur. L'autore ripercorre i vari luoghi della città, la gente e la vita sociale, come un nuovo Guy de Maupassant. Ma in realtà, come dice un editore respingendo i racconti, " i tuoi personaggi non vogliono assolutamente nulla. Semplicemente camminano tra situazioni descritte accuratamente e pensano profondamente. Camminano tra le mucche, gli alberi, i galli, e pensano, e poi camminano tra galli, alberi e mucche e pensano un pò di più. Ciò è tutto." La narrazione, infatti, si sviluppa tra la descrizione realistica, cruda e spesso ripetitiva, della moderna società indiana, e la cronaca pessimistica di una immodificabile dimensione sociale ed esistenziale. Malgrado l' intenso dinamismo economico dell'India, non c'è un reale cambiamento nella struttura sociale, nei rapporti tra le caste, nei meccanismi di governo, sempre dominati dalla corruzione e dal sopruso, e nella vita dei personaggi, che tutte le volte che vorrebbero avere o credono di aver raggiunto un minimo di mobilità sociale vengono ricacciati nell'invariabilità dei ruoli di una società stratificata. Tutti i racconti sono particolarmente belli, ma quello più emblematico dell'intera raccolta è " Market and Maiden". Keshaya é un ragazzo proveniente dalla campagna in cerca di lavoro in città: " è piccolo, magro, di pelle scura, con enormi occhi che vagano sognanti". Pieno di energia ma ad un tempo " capace di guardare al soffitto per ore", il ragazzo non sa bene cosa vuole ma resta affascinato dalla vita del conduttore del tram, che lavora all'esterno, attaccato pericolosamente al mezzo. Riesce a conquistarsi questo lavoro e ed è felice perché va a lavorare con la bicicletta che gli ha dato il padrone. Era di un precedente conduttore di tram, che oggi chiede l'elemosina per la strada perché azzoppato dopo un incidente. Un giorno, Keshaya cade, picchia la testa, viene licenziato e si trova a vagare per il mercato, come un pazzo, come un uomo selvaggio. E tutti fanno finta di non riconoscerlo ma " era il re del tram numero 5", urla lo zoppo, l'unico che gli sta vicino, per la solidarietà che c'è tra i poveri e gli infelici. " Ciò è come va il mondo", dice il protagonista di un altro racconto, " ed allora è un mondo schifoso". E che cosa può fare lo scrittore ? Se non vuole impazzire, come un altro personaggio del libro, deve convincersi che " ogni vera parola, appena è stata scritta, è come la luna piena, in un giorno svanisce e passa interamente nell'oscurità. E questo è il modo di tutte le cose".

Ciò che è veramente notevole nei racconti è la scrittura di Adiga. Essa riesce a trasfigurare il realismo sociale nell'attesa, o nella possibilità, di una fuga, tutta contemplativa ed interiore, dalle forze deterministiche ed inesorabili dell'economia e della sociologia. In " The Bunder", Abasi è un piccolo imprenditore, oppresso dalla corruzione dei funzionari pubblici, che vive un profondo conflitto interiore, tra l'esigenza di dare sicurezza alla sua famiglia e la consapevolezza che le lavorazioni che svolge nella sua fabbrica porteranno le lavoranti inesorabilmente alla cecità. Che fare ? Sale sul tetto della sua fabbrica: " da qui un uomo può vedere i limiti di Kittur ... e vedere il mare d'Arabia che si estende da Kittur. Il sole al tramonto sta brillando sopra di esso. Una nave sta lasciando lentamente il porto, navigando laddove le acque blu del mare cambiano colore e diventano di uno scuro profondo. E sta per incontrare un larga fetta del brillante sole al tramonto, un'oasi di pura luce " Abisa si getterà dal tetto o accetterà le inesorabili leggi dell'economia ? Restiamo in uno stato di sospensione, di attesa, che è la conclusione della maggior parte dei racconti.

Perché leggerlo ? Sono racconti splendidi, una scrittura meravigliosa e vicende sociali e umane di grande impatto.


Anno: 2008
Pagine: 351
Editore: Atlantic Books

Letto in inglese
Finito di leggere il 16.04.2012

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