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Autore da approfondire

A ciascuno il suo

Sciascia Leonardo

Il libro, ambientato in un piccolo paese siciliano, racconta di un delitto e dell’indagine compiuta da un insegnante di provincia, "per curiosità e per noia", che scopre il vero assassino e viene per questo ucciso. Al di là dell’ambientazione, tipica di una società nella quale prevale l’omertà, l’ipocrisia e la falsità nei rapporti tra le persone, l’aspetto più interessante è costituito dalla figura del personaggio, il professore Laurana: curioso e ingenuo nello stesso tempo, vive in una dimensione sua propria al di fuori delle regole della piccola comunità. In realtà non ha nessuna intenzione di denunciare l’assassino ma ciò che lo muove, e lo perde, sono una fede "illuministica" nella conoscenza e la ricerca di nuove emozioni. Estraneo, nella sostanza, alla società nella quale vive, non ne capisce le regole e gli si addice l’affermazione finale del libro: "era un cretino". Lo stile asciutto e vigoroso, che non lascia spazi alla retorica e a ridondanze barocche, lo rende di esempio per l’intera letteratura italiana.

A ciascuno il suo - Leonardo Sciascia

Anno: 1966
Pagine: 134
Editore: Einaudi

Letto in italiano
Finito di leggere il 24.12.2008

Commenti

silvia 05-01-2011 15:48

Più che un "cretino", il professore Laurana guardava in superficie la vita degli altri nell'attesa di vivere la sua e quando si illude che l'inatteso possa sconvolgere anche la sua trista e routinaria, i più forti e i più smaliziati, quelli che forse sanno vivere, lo fanno fuori perchè ne temono quell'intelligenza e quell'acume che sempre spaventano la mediocritas di quelli che sanno solo usare la forza, l'abuso, il sopruso, l'inganno. A parte il professor Laurana, il libro è un inno alla sicilianitudine dell'autore che si respira dalla prima all'ultima pagina in tutto il suo splendore barocco. Ogni tappa della soluzione del rebus è uno spaccato di topos siciliani: dalla persistente incombenza della chiesa nella piccola comunità tutta raffigurata nelle figure antitetiche e complementari del parroco e dell'arciprete, sotto i cui occhi l'incesto diventa lecito per non "disperdere la roba", alle figure solitarie e fiere del padre cieco del dottore e del fratello del compagno di università del professore Laurana che fanno della cultura l'unica possibile forma di difesa alla desertificazione della società che li minaccia fino ad arrivare alla sensualità della vedova che si percepisce attraverso le descrizioni delle linee del corpo, dei profumi che si uniscono agli odori dell'essere umano fino agli sguardi indiscreti degli uomini siciliani di brancatiana memoria. E per finire i camei dei riti tutti siciliani dei discorsi degli uomini al circolo del paese o al bar del capoluogo e la pigra indolenza della nuova festa di fidanzamento in cui pare di vedere gli invitati che si precipitano al buffet del gelato, prima che si sciolga. La copertina dell'edizione di Adelphi propone la campagna del ragusano con i suoi preziosi muretti a secco a dividere la proprietà e sembra quasi trasmettere l'aria piena di luce che solo la bella stagione sicula sa offrire in tutto il suo accecante chiarore. da non perdere il film con un strepitoso gian maria volentè nel ruolo del professore. uno di quei rari casi in cui il film non rovina ma quasi esalta l'opera letterariaria.


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